Siamo
tornati sani e salvi. Posto enorme, per visitarlo tutto ci vorrebbe una
settimana.
Entrati nell’area, ci siamo addentrati subito nella prima palazzina sulla sinistra a forma quadrata con al centro un’area verde.
Appena entrati ci ha accolti un odore pungente di bruciato, testimonianza degli innumerevoli atti vandalici che accadono durante le ore notturne.
Palazzina su due piani, piano terra molto rovinato, mentre il piano superiore meno danneggiato e per fortuna ci sono ancora arredi (sedie , letti, armadi…) da utilizzare a piacimento.
Inquietanti ogni tanto sono i silenzi interrotti da strani rumori, ma noi mascherati da fotoamatori abbiamo saputo affrontare anche questa avventura.
La visita alla prima palazzina è durata quasi due ore, poi presi dall’entusiasmo siamo usciti alla ricerca di un altro fabbricato interessante.
Questa volta ci siamo diretti verso un'area più lontana dall’ingresso, presumibilmente, vicino alla ex centrale termica.
Qui abbiamo trovato un edificio all’apparenza più vecchio. Prima immagine all’ingresso questa scala inquietante, senza parapetti e all’apparenza pericolante.
All’interno aree allagate pericolanti, ma molto interessanti e sfruttando le ultime luci del pomeriggio abbiamo realizzato i conclusivi scatti.
Location
molto interessante!! Da tornare il prima possibile visto che la regione ha
intenzione di riqualificare l’area.
N.B.
prossiama volta bisognerà dedicarci tutta la giornata!!!
Sarà una toccata e fuga di poche ore, con alcuni soci
del mitico club TFC.
Andremo armati di torce, mascherine e delle nostre
inseparabili CANON, speriamo di riuscire ad immortalare qualche scatto non
banale.
Ho già in mente alcuni scatti e nella mia mente sono
perfetti, speriamo lo siano poi anche nella realtà.
Per me è sempre così, prima penso e studio una foto e
poi quando è il momento di realizzarla cambio tutto.
Vedremo giovedì se l’ex manicomio ci offrirà le emozioni
giuste.
Ora un po’ di storia della location:
Sorge su una collina che si trova vicino al comune di
Limbiate, in provincia di Monza e Brianza.
Il luogo, che non nasce come manicomio, ha una storia
secolare, addirittura risalente al Medioevo.
Gli edifici, in seguito occupati dai reparti
dell’ospedale, risalgono al 1974 e si devono all’opera dell’architetto
Francesco Croce.
Tutto il complesso di edifici e il grande terreno di
700.000 metri quadrati sul quale si trovano, erano conosciuti come Villa Pusterla-Crivelli.
Da lì passarono tra Settecento e Ottocento, prima dell’apertura del manicomio,
personaggi illustri come Ferdinando IV, re delle Due Sicilie e Napoleone
Bonaparte.
Quest’ultimo scelse la villa come residenza personale durante la sua
campagna d’Italia e vi abitò insieme alla madre Maria Nunziata e alle tre
sorelle Carlotta, Elisa e Paolina. L’ultima delle tre in questa villa sposò il
generale Leclerc, era il 14 Giugno 1797.
Qualche decennio più tardi, esattamente nel 1867, viene
ufficialmente aperto l’ospedale psichiatrico come succursale della Senavra
milanese, ricovero oramai insufficiente e vetusto.
I primi “ospiti” del nuovo ospedale furono in numero di
300, 150 donne e 150 uomini. Nel 1878 tutti i 1100 pazienti della Senavra erano
stati trasferiti a Mombello.
Ai preesistenti edifici della villa, in cui erano
alloggiati i “tranquilli”, se ne aggiunsero altri dedicati a epilettici,
paralitici, sudici, agitati e semiagitati, secondo quella che era la
classificazione dell’epoca. Inoltre quattro infermerie accoglievano i colpiti
da malattie casuali. Già allora l’ospedale psichiatrico veniva definito come
“colosso dei manicomi italiani”.
Imponente, era un paese all’interno del paese, negli
anni ’60 del 1900 lavorava a pieno ritmo con 3000 pazienti. Il complesso è
rimasto attivo fino al 1999, anno in cui fu definitivamente chiuso in seguito
alla legge Basaglia sulla dismissione dei manicomi in Italia. La documentazione
di carattere clinico databile tra il 1879 e il 1999 è costituita da 83298
fascicoli con cartelle cliniche dei degenti, formanti 3000 faldoni.
A parte un istituto tecnico agrario che trova posto oggi su quel
terreno, gli altri edifici sono pericolanti e in totale stato di abbandono.
Passeggiare all’interno di una di queste strutture, e
imbattersi in documenti contenenti dati sensibili, vestiti, armadi rovesciati,
materassi, scarpe, monitors, comodini, letti e targhette con i nomi dei
pazienti… vedere tutto ciò sarà sicuramente un’esperienza forte e lo sarà ancor
di più se si pensa a ciò che doveva essere quel luogo.